Costituire una holding familiare: vantaggi fiscali e implicazioni operative da considerare
La costituzione di una holding familiare è uno strumento sempre più utilizzato per la pianificazione patrimoniale e il passaggio generazionale. Oltre ai benefici fiscali, essa consente una gestione più strutturata e flessibile degli asset familiari, comprendenti partecipazioni, immobili e altre tipologie di investimenti.
Vantaggi fiscali
Dal punto di vista fiscale, i principali benefici riconducibili alla costituzione di una holding familiare sono due:
1. Imposta di successione e donazione
Nei casi previsti dall’art. 3, comma 4-ter del TUS, la trasmissione delle partecipazioni può beneficiare dell’esenzione dall’imposta di successione e donazione. A decorrere dal 2024, il beneficio è applicabile anche al trasferimento di quote di HOLDING.
Anche quando l’esenzione non è applicabile, la presenza di una holding può contribuire a una riduzione della base imponibile (patrimonio netto).
2. Imposte dirette: regime fiscale agevolato
Per quanto riguarda le imposte dirette, la holding può accedere a regimi significativamente più favorevoli rispetto alla detenzione diretta delle partecipazioni da parte di persone fisiche:
- Distribuzione di dividendi: i dividendi percepiti da una holding costituita in forma di società di capitali beneficiano di una tassazione effettiva pari all’1,2%, in quanto solo il 5% dell’importo concorre alla formazione del reddito imponibile (art. 89 TUIR). Va ricordato che eventuali successive distribuzioni ai soci persone fisiche saranno soggette a ritenuta a titolo d’imposta del 26%. Tuttavia, il mantenimento dei capitali all’interno della holding consente un loro reimpiego più efficiente in progetti e attività di investimento.
- Cessione di partecipazioni: qualora la holding ceda in tutto o in parte le partecipazioni detenute, la plusvalenza potrà beneficiare del regime PEX, con tassazione effettiva all’1,2% (art. 87 TUIR), a condizione che siano rispettati i requisiti normativi (in particolare, il possesso continuativo delle partecipazioni per almeno 12 mesi). Il beneficio decorre, appunto, dal decorso di tale periodo minimo.
Aspetti operativi da considerare
Accanto ai vantaggi fiscali, è essenziale tenere conto degli oneri gestionali e degli adempimenti che l’adozione del modello holding comporta, in particolare nei seguenti ambiti:
Nomina del revisore legale
La holding può essere obbligata alla nomina del revisore:
- se supera le soglie dimensionali previste dall’art. 2477 c.c.;
- oppure se esercita il controllo su una società soggetta a revisione, per effetto riflesso.
Bilancio consolidato
Qualora la holding costituisca un gruppo e vengano superate determinate soglie in termini di ricavi, attivo o dipendenti, si rende necessaria la redazione del bilancio consolidato, con conseguenti implicazioni in termini di costi e complessità contabile.
Qualifica di holding industriale
Ai sensi dell’art. 162-bis del TUIR, una holding può essere qualificata come industriale qualora eserciti in modo prevalente attività di direzione e coordinamento. In tal caso, si applicano:
- un’aliquota IRAP maggiorata, pari al 4,65% (rispetto al 3,9% ordinario);
- obblighi comunicativi periodici verso l’Anagrafe dei rapporti finanziari, con potenziale aggravio dei costi amministrativi;
- effetti sulla detraibilità dell’IVA, da valutare in base alla natura concreta dell’attività svolta.
Conclusione
La holding familiare rappresenta uno strumento utile ed efficace, ma non neutrale sotto il profilo operativo e fiscale. Una valutazione approfondita e preventiva dei benefici e degli oneri è indispensabile per adottare una struttura sostenibile nel tempo, in grado di coniugare vantaggi fiscali e funzionalità organizzativa.
Fulvio Balestra
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